i nani sulle spalle dei giganti associazione teatrale
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aprile 2008

Taxi a due piazze di Ray Cooney

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Due atti

Mario Rossi, taxista, sposato con Carla Rossi, residente in Piazza Imerio 100. Mario Rossi, taxista, sposato con Barbara Rossi, residente in Piazza Risorgimento. Un curioso caso di omonimia, con tanto di professione identica? Il Rossi taxista è la stessa persona. Ha sposato Carla in chiesa e Barbara in comune sei mesi dopo. Egli è quindi bigamo. Seguendo una precisa pianificazione di orari e turni di lavoro, e grazie al lavoro di entrambe le mogli, Mario riesce per due anni a vivere nascondendo la verità: ovviamente Carla non sa di Barbara e viceversa.
Tutto si complica quando, per salvare una anziana signora da uno scippo, Mario riceve una brutta botta in testa che lo costringe, privo di sensi, al ricovero in ospedale. Al risveglio il taxista, ancora confuso, darà ad un infermiere l'indirizzo della prima moglie e ad un altro impiegato dell'ospedale, quello della seconda. La denuncia arriverà quindi a due diversi commissariati di due diverse zone, che, a loro volta, si attiveranno mandando ad indagare due diversi ispettori.
Anche la stampa fa la sua inviando a casa di Mario un fotografo che scatterà la foto che verrà pubblicata sulla copertina di Roma Sera.
Quello che segue è una serie di equivoci, coincidenze, bugie e mistificazioni della verità continue, che, con un ritmo infernale, intricheranno a tal punto la trama fino ad arrivare ad un finale inaspettato e sorprendente

Scrive l'autore...

Per oltre 25 anni ho lavorato su questo modo di fare teatro e non credo che potrei descriverla in modo adeguato. Non sono neanche sicuro che si debba per forza catalogare ed assegnare alle opere teatrali in genere uno "status". Una "commedia" dovrebbe teoricamente aver un "happy ending". Cecov descriveva le sue opere "commedie". Ben Travers chiamava le sue farse "commedie". Un dizionario spiega il termine farsa in questo modo: "uno stile di commedia marcato da humour e spirito stravagante... uno spettacolo ridicolo ma allo stesso tempo vuoto di contenuti". Niente di più falso !!! Alcune delle commedie di Alan Ayckbourn possono senza dubbio essere descritte come "farse" ma non sono assolutamente né ridicole, né vuote di contenuti. E' facile screditare questo genere teatrale, in parte perché alcune sono veramente orribili e in parte perché alcuni pensano che recitare una farsa debba essere diverso da come si recita una tragedia. Io credo che, fondamentalmente, le migliori farse siano tragedie. La trama di una buona farsa dovrebbe sempre poter diventare un'ottima tragedia. La tragedia è l'essenza della farsa; e persino i dialoghi di una farsa dovrebbero essere intercambiabili con quelli di una tragedia. Il tema principale di tutte le tragedie è il tentativo di un singolo di sconfiggere le forze che lo stanno opprimendo che a mano a mano diventano più forti più sono gli sforzi del protagonista. E così dovrebbe essere scritta una farsa. Non vi è differenza alcuna tra un uomo che scopre la propria moglie a letto con il suo migliore amico in una tragedia o in una farsa. La reazione del marito in ognuno dei due casi dovrebbe essere esattamente la stessa; la differenza sta nella reazione del pubblico, non in quella del marito. La farsa ha molte più similitudini con la tragedia che con la commedia. La commedia tratta di persone eccentriche inserite in un contesto di vita normale; viceversa la farsa (e la tragedia), trattano di persone normali inserite in situazioni eccentriche. Quindi, è ragionevole dire che più reale è la scrittura più veritiera è la recitazione, più forte sarà la reazione del pubblico. Ovviamente l'attore di una farsa deve sviluppare una tecnica di registrazione molto particolare: recitare una farsa è come giocare a tennis, si gioca meglio se l'antagonista rimette la palla con bravura. Questo vale anche per la scrittura: l'attore riuscirà a essere convincente solo se avrà a disposizione un testo e un personaggio che lo sostengono. Tutto nel rispetto di una "verità", anche se manipolata .

Personaggi e attori

Carla Rossi ROSSELLA FUSINI
giovane, attraente, affettuosa: un po mammina nei confronti del marito

Barbara Rossi GIADA FUSINI
giovane, attraente, con aria più da amante che da moglie

Mario Rossi MASSIMILIANO CEAGLIO
tassista dall'aspetto comune

Brigadiere Percuoco SIMONE PARDUCCI
un agente che ancora crede nel suo mestiere, non molto disposto a farsi imbrogliare , ha sempre il tono sospettoso

Walter Fattore STEFANO PASCHERO

Brigadiere Ferroni VINCENZO MISCIOSCIA
È un agente che ormai ne ha già passate tante, è tutto casa e famiglia, ma soprattutto è candore ingenuo

Bobby LUCA DI BARTOLOMEO
Disegnatore di moda, eccentrico e vistoso